Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione

Login

logotype

Andrea, Angelo, Luca e Carlo

Carlo Amato

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Carlo Amato nasce a Roma, classe 65 XL.

Dopo aver partecipato alle Sante Messe Beat, cioè dei veri concerti-liturgia rock-progressive celebrati nella parrocchia di quartiere, due chitarre, basso, batteria, Hammond e sacerdote, a soli 5 anni inizia a suonare l'organo Panther regalatogli dai genitori.

I suoi primi ascolti sono Rovescio della medaglia, Jimi Hendrix, Banco del Mutuo Soccorso, Area, New Trolls e soprattutto la “Toccata e Fuga in Re minore” di Bach, su cui si esercita. I genitori decidono quindi di mandarlo a studiare da un vecchietto fumatore maestro di musica nel palazzo. Dopo una decina di lezioni che consistevano in due pallosissimi solfeggi del metodo Bona, scusa mi vai a comprare le sigarette dal tabaccaio qui sotto ecco 5 lire per la moretta per te, e ancora due pallosissimi solfeggi dal Bona, ciao ci vediamo la volta prossima, Carlo decide che la musica non fa per lui, prende la bici e va a giocare al parco. Fra gli altri giochi, si appassiona al Subbuteo di cui nel 1974 diventa campione regionale. La famiglia però si rifiuta di pagare la trasferta a Milano per disputare il torneo nazionale, e l’avventura finisce lì.

Verso i tredici anni, all’ennesima distorsione al ginocchio destro durante una partita di pallacanestro, decide che è ora di smettere anche con lo sport e ritorna alla musica. Prima prova con la chitarra classica, che si sa che si rimorchia di più, poi imbraccia il basso elettrico cavalcando l'immensa onda emozionale prodotta “dal più grande bassista del mondo”, Jaco Pastorius. Passa quindi le giornate con il basso a tracolla, suonando ininterrottamente. I suoi maestri saranno Gullotto e Moriconi, il suo liutaio Just Guitar di Piero Terracina. Inizia anche a sperimentare strumenti di registrazione, a casa e in studio. Adolescente, suona con molti dei gruppi jazz fusion della capitale ed inizia a fare concerti e tournée, da Venditti a Gagliardi. Ma un giorno si ritrova contemporaneamente in mano un contratto come musicista su una nave diretta in America - e quindi la possibilità di approdare alla Berkley School - e la cartolina del servizio di leva. Reputando la diserzione una misura troppo estrema, parte militare, finisce in uno dei primi uffici informatici del Ministero della Giustizia, si scopre molto dotato per la materia e decide di restarci.

I soldi guadagnati gli danno la possibilità di avere autonomia economica, andare a vivere da solo e di iscriversi al Conservatorio. Frequenta quindi il corso di Contrabbasso con i maestri Cola, Cardarelli e Buccarella e il corso di Composizione con i maestri Piazza e Petrocchi.

Nel 91' si diploma e si dedica per un periodo ai concerti con le orchestre classiche, ma il suo entusiasmo è ormai catalizzato dagli strumenti di composizione e registrazione informatici.

Collabora con l’IBM per la realizzazione di stazioni multimediali per la formazione a distanza, partecipa ad alcuni progetti europei per l’insegnamento nei Conservatori di musica delle tecnologie informatiche per la musica e la sua diffusione in rete. Studia Scienze della Formazione e collabora con il laboratorio multimediale dell’Università Roma tre.

Nel ’92 fonda e sviluppa, con Andrea, Angelo e Luca, il progetto artistico dei Têtes de Bois di cui non riesce più a liberarsi e in cui suona, compone, arrangia e si occupa dell’elaborazione del suono attraverso il computer utilizzato come uno strumento musicale, nonché della realizzazione tecnica dei dischi, dalle riprese al mastering. Oltre ai dischi, scrive e realizza con il gruppo colonne sonore per la Fandango, Rai Trade, la CAM ed Ala Bianca. Ma soprattutto, dopo anni e anni di Tetris, carica il vano bagagli del furgone come nessuno, in religioso silenzio e senza ammettere consigli e intromissioni, fa lunghe premesse olistiche e, qualche volta, mangia di nascosto.


Ha inoltre realizzato o partecipato, come produttore artistico e sound designer, ad alcuni dischi di artisti, quali Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, Rita Marcotulli, Andy Sheppard, Michael Rosen, Elisa, Avion Travel, Ambrogio Sparagna, Acustimantico, Battista Lena e coltiva una preziosa amicizia con Pasquale Minieri.

Collabora con altri musicisti, studi di registrazione, case discografiche e fornisce consulenze tecniche sulle tecnologie audio/video anche via Internet, contribuendo alla diffusione e alla spiegazione di Cubase e di altri prodotti Midiware. Lavora ancora - con profonda fiducia nella Costituzione - al Ministero, anche con passione. Nel 2007 ha scoperto i bassi Jacoland del liutaio Fausto Fiorini (ne possiede due) e non può farne più a meno. Ancora oggi, ad ogni esibizione dal vivo, si diverte.